Non è il momento adatto per ascoltare le lamentele e certe critiche fatte da chi non ha mai mosso un dito e probabilmente mai lo muoverà…

perché le cose vanno bene e anche se vorresti soffrire per ottenere perché ti piace conquistarle le cose… non vuoi niente in regalo…

E ti prende quella strana malinconia che non sai veramente com’è

perché non dipende dal fatto che ti manchi qualcosa o che non riesci ad

ottenerlo…piuttosto il contrario e quindi non ti manca nulla e non stai cercando affatto quel qualcosa e ciò che comprendi è che il problema sorge proprio dall’assenza di problemi…

 

Non sono certo il tipo che decide di complicarsi la vita….già troppo complicata di per sé e poi non è che si tratti di una vera complicazione

…solo di imparare ad interpretare le varie fasi che vivi

imparando a saperti muovere sul terreno accidentato.

Ma si…solo che l’accidente …l’ostacolo in questo caso è rappresentato proprio dalla mancanza di ostacoli

 

In questo caso è soltanto un po’ più complicato perché ti riesce molto più facile individuare il disturbo identificandolo con un nome conosciuto

…tutti lo chiamerebbero con quel nome e sarebbe facilmente riconoscibile

mentre questa volta il nemico si confonde tra la gente e se non sei attento

potresti far male alle persone che indisturbate passeggiano …

 

Si insinua fra la tranquillità del non aver bisogno di nulla apparentemente…

cresce e si sviluppa nella serenità dell’aver ottenuto mentre ricerchi lì dove pensi debba stare ciò di cui poi…senti il bisogno

 

troppo semplice il proseguire..?

l’assenza di mancanze e la prospettiva … almeno a breve scadenza…della inutilità della lotta…?

potrebbe allora essere che il cammino leggero non sia fatto per me

quello che non strascica e si trascina dopo le ferite riportate non riesce a soddisfarti… non riesce soddisfarmi

 

guardo allora indietro alla strada fatta e mi chiedo se ho lasciato qualcosa… se ho dimenticato qualcosa perché non mi sembra possibile che

debba cercare la tortuosità del proseguire e la concentrazione nel farlo..

 

eppure è vero che quando la vita si complica ti sembra di viverla meglio…anche se la stanchezza ti prende e ti costringe a fermarti e a riposare…tuttavia senti il palpito del cuore

 

quella ormai famosa tachicardia che sottilmente ti scuote e ti invaghisce come una bella donna piena di fascino e femminilità…

 

è freddo a quest’ora…

non mi sono reso conto che la temperatura si è notevolmente abbassata… non mi sono reso conto che si è fatto tardi perché quando mi guardo intorno perdo facilmente la nozione del tempo…

 

non mi sono neanche accorto di quanto questo incida sulla considerazione che io ho di me…

eppure il tempo mi ha insegnato ad avere quella giusta,

mi conosco abbastanza per non sbagliare di molto perché ormai sono

abituato alle mie incongruenze e alle incompatibilità che coesistono solo grazie ad un forte potere di accettazione dei possibili opposti…

 

ascolto della musica nel frattempo e si ripete in continuazione…

non ho contato quante volte l’ho riascoltato questo pezzo

ma non mi ha stancato risentirlo…

ci sono pezzi che ascolteresti per tutta la vita..

ci sono vite che vivresti migliaia di volte… magari sotto altre spoglie

in una metempsicosi eterna…

trasmigrando di anima in anima…fino a diventare completamente puri….

che vuol dire nulla allora…

senza errori e senza essere…. quell’umanità dell’errore grossolano…

 

l’aver bisogno della comprensione di chi ha potuto cadere…

.solo quello….

mi piace la gente che è caduta e che si è rialzata, mi piace chi ha sbagliato e che non può giudicare gli altri perché per farlo….ebbene dovrebbe cominciare da sé stesso…

 

quanto mi piacerebbe osservare il mondo dalla cima di una vetta innevata…

forse il freddo congelerebbe ogni idiosincrasia

e potrei svolazzare libero in un’aria gelida si…ma tersa sino in fondo!

 

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